Alberto's profileIl biologo impertinentePhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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June 26 Aria nuovaE l'aria è nuova. E tutto, attimo per attimo, è com'è, che savviva per apparire. Volto subito gli occhi per non vedere piú nulla fermarsi nella sua apparenza e morire. Cosí soltanto io posso vivere, ormai. Rinascere attimo per attimo. Impedire che il pensiero sí metta in me di nuovo a lavorare, e dentro mi rifaccia il vuoto delle vane costruzioni.
La città è lontana. Me ne giunge, a volte, nella calma del vespro, il suono delle campane. Ma ora quelle campane le odo non piú dentro di me, ma fuori, per sé sonare, che forse ne fremono di gioja nella loro cavità ronzante, in un bel cielo azzurro pieno di sole caldo tra lo stridío delle rondini o nel vento nuvoloso, pesanti e cosí alte sui campanili aerei. Pensa alla morte, a pregare. C'è pure chi ha ancora questo bisogno, e se ne fanno voce le campane. Io non l'ho piú questo bisogno, perché muoio ogni attimo, io, e rinasco nuovo e senza ricordi: vivo e intero, non piú in me, ma in ogni cosa fuori. Ora capisco che voleva dire June 13 L'asino e il pappagalloIn un molino c’era oltre all’asino che menava la ruota un pappagallo che sapeva dire poveretto e il nome del padrone e tante altre cose. S’ammalarono ambidue e venne il medico. È per me! – disse il pappagallo. – Si curano di me perché ho delle piume belle. Ma no! – rispose l’asino – Il medico è stato chiamato per me perché son io che meno la ruota. Ma io so dire poveretto. Ma io meno la ruota. Ma io saluto il padrone quando passa. Ma io meno la ruota. Il medico curò l’asino e lasciò crepare il pappagallo. È fatto così il mondo ed è da meravigliarsi che il grigio della pelle dell’asino non ricopra tutta la terra e non scompaiano del tutto le vaghe piume colorate.
Italo Svevo |
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