Alberto's profileIl biologo impertinentePhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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September 12 For youGiornata dura, ieri. Mi hanno svegliato alle dieci di mattina per andare al funerale di mia zia. Il giorno prima mi avevano svegliato alle nove perché era morta, ma io continuavo a non riuscire a dormire prima delle due, così in soli due giorni avevo messo da parte un debito di sonno quasi invalidante. Tutta la giornata ho continuato a sentire quei pensieri ossessivi, forse alimentati dall’impressione della morte, forse dovuti solo al fatto che ho appena finito la terapia con gli antidepressivi. Che sensazione orribile … tutto il giorno il battito del cuore irregolare e il respiro affannoso, il tutto senza motivo apparente o con i motivi più futili tirati fuori di volta in volta. Mi sembra di sentire la vita che si accorcia di anni solo per giorni come questo, e se ripenso a quando i giorni erano quasi tutti come questo non posso fare a meno di chiedermi quale sia la mia aspettativa di vita attuale. A cena ho preso qualcosa come uno zombie, morivo di sonno e quindi verso le dieci, sì e no mezz’ora dopo aver finito di mangiare, mi sono gettato sul letto. Mi sono svegliato che la stanza era ancora buia e l’orologio da polso segnava le undici passate, sperando ardentemente che intendesse le undici di mattina, perché non avevo voglia di dormire ancora. Poco più tardi l’oscurità e il computer ancora acceso che segnava le 23.33 mi gettarono nello sconforto. Non avevo sonno e dovevo comunque riuscire ad addormentarmi, altrimenti Dio sa come sarei riuscito a star sveglio l’indomani; ma le condizioni non erano delle migliori, avevo ancora la tachicardia e un senso generale di ansietà. Mi ha sfiorato l’idea di prendere qualche goccia di ansiolitico. Una bottiglia, un flaconcino di medicinale, un sorso e il cuore si tranquillizza, il respiro si fa regolare e posso dormire tranquillo; facile come bere un bicchier d’acqua, letteralmente. Mi dicono tutti di evitarlo ogni volta che è possibile, perché sembra una manipolazione ingiusta, perché con le pillole o le gocce “non sono io”. Ma chi lo dice? Magari adesso non sono io, adesso è la malattia che parla e che scrive, e le pillole mi permettevano di essere me stesso. Chi potrà mai dirlo? Lo ammetto, il flacone mi ha tentato. Forse se l’avessi avuto sul comodino, e non sepolto fra centinaia di scatolette nell’armadietto dei medicinali, l’avrei preso. Ma poi mentre ero sdraiato lì nel letto a valutare l’idea, ho ripensato a perché mi sono sentito finalmente abbastanza forte da smettere con le pillole. Ho immaginato, o ricordato, quei momenti in cui nel letto non ero solo. Pensa se fossi stato così quando ero con te … avevo la scena davanti agli occhi. Mi avresti rimproverato; mi avresti detto che non avevo bisogno di antidepressivi, perché avevo già te. Quanta ragione avresti avuto … avrei appoggiato la testa al tuo petto e lentamente avrei sincronizzato il mio respiro al tuo, i nostri cuori avrebbero battuto all’unisono, e mi sarei addormentato, sicuro e sereno. Mi sono pescato a ripensare a quei momenti più importanti, a quando quel tuo cuore l’ho sentito battere più veloce, come se stesse per scoppiare, mentre la tua mano stringeva la mia più forte, come se lasciarla significasse cadere chissà dove; poi finalmente mi hai detto quelle due parole che ti stavi tenendo dentro, e per la seconda volta (la prima era stata quando le avevo dette io) ho sentito che valeva la pena di vivere, che c’era un significato e uno scopo per tutto quello che avevo passato. Non sono facile al pianto … alle volte, anche quando vorrei, non riesco a tirarlo fuori. Come ieri sera, quando ho sentito di dover piangere di gioia senza riuscirci, e nel frattempo mi davo del coglione per essere come sono … paranoico, ossessivo, incapace di lasciarmi andare e prendere la vita come viene. Fortunato, fortunato come pochi altri a questo mondo possono dire di essere, eppure pronto a rovinare tutto in ogni momento con la mia mania di analizzarmi, dissezionarmi, disumanizzarmi … Ecco, lo sto facendo anche ora! Ed egoista … santo cielo quanto sono egoista. Parlo sempre di me, tutto riguarda me, devo sempre dire la mia e voglio avere sempre ragione. Sì, lo sai, sono fatto così. Eppure adesso ho capito. Basta, non devo più parlare di me, dobbiamo parlare di noi. Ormai sei una parte di me ed io sono una parte di te; voglio darti tutto me stesso, voglio darti tutto quello che ho nel cuore. Voglio fuggire con te da tutto ciò che può preoccuparmi, fuggire dal mio disturbo, fuggire dai giudizi, fuggire dal mondo. Voglio godere di ogni momento passato insieme, di ogni carezza scambiata e di ogni bacio rubato (a fior di labbra perché, sai, quel mio problema … un’altra delle mia manie J). Voglio tornare su quell’isola deserta dove i sogni diventano realtà, dove possiamo fare i nostri progetti impossibili su una casa, un bambino, un gatto e tanti acquari. Voglio, e posso, possiamo; quanti al mondo sono così fortunati? Tutto questo ho pensato, e tutto questo ho sognato ieri sera. Perché pensando a te, io mi sono addormentato felice.
Tuo, Alberto.
(Niente commenti, per favore.) April 24 ScuseDevo delle scuse a qualcuno. Non so se ricordate quel vecchio intervento in cui (s)parlavo della mia città natale, la vecchia Catanzaro. Non lo cancellerò per motivi "storici", ma dopo alcune riflessioni devo ritrattare quanto vi ho scritto, o almeno la forma in cui l'ho fatto. Mi sono reso conto che parlar male di una realtà di cui, in fondo, ho fatto parte, non è costruttivo, soprattutto se si affaccia il rischio che la singola esperienza negativa che io racconto possa essere generalizzata. E questo era più che un rischio nel mio intervento, che era una vera e propria palata di fango su Catanzaro e il sud.
Mi scuso con tutti i Catanzaresi che onestamente non si rispecchiano nella realtà che ho descritto, e che lottano per cambiarla.
Per quelli che la difendono pedissequamente e acriticamente vale invece un invito a riflettere.
Ossequi March 14 "Forza" della ragione?Oggi avevo in programma un bell’intervento sull’Evo-Devo. Ma dovrà aspettare. Mio malgrado, sono costretto a tornare sulla questione “omosessualità”. Alcuni interventi fa fui portato a scrivere un intervento colmo di indignazione verso il ripugnante cantante-che-è-arrivato-secondo-a-Sanremo e il suo vergognoso rigurgitino di inciviltà. Di pochi giorni fa, invece, è il mio ultimo intervento in cui cercavo di mostrare al mondo la vera natura di quelli come il cantante-che-non-merita-di-essere-nominato. Oggi un tipo che non conosco mi lascia un commento proprio su quell’intervento. Le parole chiave sono Bibbia, deviazione e Nicolosi; verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Ho cancellato il commento e l’ho praticamente mandato a fanculo. Evidentemente sto perdendo la forza per sostenere e vincere le mie battaglie come ho sempre fatto, con la forza della ragione. È la mia potenza; so usare le parole, so ragionare e far ragionare, ci riesco quasi sempre. Quasi, però: mi dico che, in ogni caso, non si può ragionare con certe persone. Vorrei poterlo fare con tutti, ma non si può. Di solito però faccio almeno un tentativo prima di mollare. Stavolta no. Chiedete perché? Perché dovevo difendere la mia dignità, ovviamente. Perché non potevo permettere all’ennesimo crudele ignorante di venire ad insultarmi in casa mia. Discuterci sarebbe stato assurdo, indegno. Io, difendermi dall’accusa di essere un pervertito peccatore, un malato? Mi paragonano implicitamente ad un pedofilo o ad un alcolizzato, e io devo rispondere pacatamente con la forza della ragione? Ma scherziamo?! Avevo le mie ottime motivazioni per mandarlo a fanculo. Ho avuto ragione a farlo, ne sono ancora convinto. Però… però mi sono ricordato di questa notizia di ieri:
Gay disabile aggredito e picchiato in piazza Gli accusati dalla polizia sono due ventenni e un uomo di 43 anni, tutti del pordenonese. Vittima un 30enne omosessuale invalido al 100%.
PORDENONE. Un freddo venerdì sera d’inverno, tre amici annoiati, una città a disposizione. Che fare? «Andare a dare una lezione ai “froci”». E così, in perfetto stile “commando”, senza ovviamente averne la tempra, i tre di 22, 21 e 43 anni, il 23 gennaio hanno deciso di farsi un giro al Bronx, come viene chiamato il quartiere direzionale di piazzetta del Portello nel pieno centro di Pordenone, dove nelle ore notturne, fino a qualche tempo fa, non era inconsueto incontrare coppie di omosessuali che avevano scelto questo come luogo di incontri. Nei pressi del Bronx i tre, Nicola Tuan, 22 anni di Pordenone, Federico Scabbio, 21 anni di Porcia, e Stefano Ostaria, 43 anni di Pordenone, hanno incontrato un giovane disabile, che chiameremo Andrea, di 29 anni. Qui, nel cuore della città, è iniziata la violenza. Gli aguzzini lo hanno spintonato, irriso, offeso, preso a sberle, il tutto mentre il ragazzo, che porta evidenti le conseguenze di un’altra violenza patita nel 2002 quando venne quasi ucciso dall’ex compagno, cercava di allontanarsi. L’aggressione è proseguita fino in piazza XX Settembre, tra il teatro Verdi e il Bar Posta, quando i tre lo circondano, lo prendono ancora a sberle e uno addirittura gli sferra un calcio nella schiena.
Che c’entra tutto questo? C’entra. C'entra perché forse, ora, è anche colpa mia. Magari adesso c’è una persona che la pensava come Povia e che avrei potuto aiutare a capire, e ho perso l’occasione per farlo. Una persona in più che manderà il figlio gay a farsi “aggiustare”; una persona in più che starà a guardare mentre l’omosessuale disabile viene picchiato, e magari commenterà che “la violenza è figlia della trasgressione”; una persona in più per timore dei cui sguardi il nostro Andrea non ha sporto denuncia. Forse ho sbagliato? Forse avrei dovuto tentare comunque di discutere? Forse è stato troppo comodo dire “è impossibile”? Non sarebbe certo stato facile … avrei dovuto sporcarmi le mani per avere una speranza di salvare quella persona. Scendere a quel livello, sozzarmi nella stessa fanghiglia di pregiudizi ed ignoranza. Forse è troppo faticoso per me. No, sono stanco, non potevo farlo oggi. Ma quando io non ci sono, spero che qualcun altro lo faccia per me.
Ossequi January 08 RitornoRiaprire il blog è un segno che do, soprattutto a me stesso, per testimoniare la ritrovata fiducia nella vita. E per ringraziare la persona a cui devo tutto questo.
Forse è troppo presto per tutto ciò, ma dare fiducia alla vita è importante; solo così essa può ripagarti.
Nuove linee guida. Stile più essenziale. Più aggressività, meno parole sprecate. Minore spazio a riflessioni di base: inutile spiegare ancora perché l'evoluzionismo merita il nostro appoggio e la nostra fiducia; inutile spiegare ancora perché sono agnostico e via dicendo. Maggiore spazio sarà dato quindi all'approfondimento e all'esplorazione di nuovi campi. I miei recenti studi aprono al proposito molte prospettive interessanti.
Speriamo che la mia nuova fase creativa duri il più possibile.
Ossequi e ben tornati, se ci siete ancora. November 24 CommiatoE' giunto il momento, per me, di mettere a posto la mia vita reale. E' quindi con sommo dispiacere che interrompo qualsiasi aggiornamento al blog. Ringrazio tutti coloro che passano o sono passati di qui.
Riprenderò a scrivere quando la mia vita sarà perfetta.
Sì, esattamente quello che state pensando: forse mai.
Non risponderò ai commenti, anche se continuerò a moderarli quando ne avrò l'occasione.
Un saluto a tutti voi
Alberto November 16 ZACSpesso mi accorgo di essere uomo di pochi fatti e tante, bellissime, meravigliose, accattivanti parole.
Ma quando le parole diventano superflue, quando si ha ceduto alla tentazione della loro magia, allora ti accorgi che è il momento di tagliarle via.
ZAC. September 19 Sono dentro!Sono entrato alla Normale, cicca cicca!!!
Sono troppo forte...
(modificato su implicita richiesta di Sandro) September 05 That's incredible Ho passato gli scritti ... pensare che non volevo!
Che posso farci? Sono troppo intelligente...
Orali l'11. Fatemi l'in bocca al lupo September 02 Contra Catanzarum -uno sfogoLo so, non vi ho dato nemmeno il tempo di finire di leggere l’intervento precedente. Ma stasera ho parlato con un amico di Roma, che si è lamentato di essere considerato “strano” per via di gusti musicali un po’ particolari. La conversazione è proseguita suppergiù come segue, ospitando un lungo mio sfogo contro il luogo in cui sono nato e a lungo ho vissuto, Catanzaro. Sentivo il bisogno di renderlo pubblico, come tutte le cose che mi fanno incazzare.
Alberto scrive: succede anche a Roma Alberto scrive: pensa che succederebbe qui Alberto scrive: i miei sempre a dirmi che ho delle passioni strane Alberto scrive: e a chiedermi perché non mi piacciono le cose "normali" X scrive: Lì in Calabria, dici? Alberto scrive: sì X scrive: E quali sarebbero le cose normali? Alberto scrive: quelle che fanno tutti gli altri Alberto scrive: ma le devono fare tutti tutti Alberto scrive: cioè, non basta che sia una cosa modestamente diffusa, la deve fare il 50 % + 1 della popolazione Alberto scrive: d’altro canto Alberto scrive: qui se una cosa non la fanno tutti tutti Alberto scrive: sparisce X scrive: Oppure vieni guardato male.... Alberto scrive: anche Alberto scrive: ma di quello me ne frego Alberto scrive: mi possono anche guardare strano perché sono un acquariofilo Alberto scrive: ciò che mi dà ai nervi è non trovare i negozi forniti per coltivare quest'hobby X scrive: Ti fanno un problema per l'ACQUARIO? Alberto scrive: sì, me ne hanno fatti anche per quello X scrive: Ma pensa te.. anche sull'acquario.... Alberto scrive: naturale, i ragazzi della mia età eran tutti scemi Alberto scrive: figurati se facevano l'acquario... Alberto scrive: non era "normale"... X scrive: Era già tanto se capivano che quella cosa che si muove è un pesce.... X scrive: giusto? Alberto scrive: esatto Alberto scrive: le cose normali erano giocare a calcio Alberto scrive: uscire il sabato sera a non far niente Alberto scrive: guardare la Tv... X scrive: Sì... e aspettare che arrivi il giorno della morte.... X scrive: più che normale lo definirei monotono..... Alberto scrive: guarda, non lo so nemmeno io che c'era di normale Alberto scrive: ho incontrato problemi con tutti gli hobby che ho provato Alberto scrive: con il disegno, col modellismo, con gli animali Alberto scrive: sempre ad arzigogolarmi su come fare per procurarmi anche solo il materiale di base X scrive: Il tuo è un paese piccolo, vero? X scrive: Non è un capoluogo di provincia? Alberto scrive: NO! Alberto scrive: E' Catanzaro! Alberto scrive: E' capoluogo di regione! X scrive: Ecco.... X scrive: Conosco la storia.... X scrive: ci ho fatto la tesi all'Università X scrive: non volevo ferire la tua sensibilità X scrive: :) Alberto scrive: insultando Catanzaro? Se vuoi facciamo un coretto e la insultiamo insieme X scrive: :) X scrive: In effetti comunque Reggio è più conosciuta..... X scrive: La mentalità ristretta è molto diffusa in Calabria..... X scrive: e un giovane che si sente poco poco X scrive: di voler essere libero X scrive: ha solo l'alternativa di cambiare città.... Alberto scrive: et voilà, infatti X scrive: Capisco come ti senti..... X scrive: Non sarà un caso che hai scelto Bologna invece di Bari o Napoli.... Alberto scrive: non avrebbe avuto senso andare a Napoli o Bari... anche se forse qualcosa sarebbe cambiato anche lì X scrive: Volevi cambiare ambiente completamente.... Alberto scrive: sì. Ne avevo abbastanza X scrive: Ti capisco.... Alberto scrive: quello che mi dà fastidio Alberto scrive: è che l'ambiente in cui son nato Alberto scrive: desse man forte ai miei nel farmi sembrare "strano" Alberto scrive: Per esempio, una volta mi piacevano i bonsai X scrive: Belli..... Alberto scrive: a Bologna li vendono a qualsiasi bancarella Alberto scrive: qui a Catanzaro c'è uno e un solo negozio che li vende, e ne ha ben pochi Alberto scrive: in un ambiente così se vai a cercare quell'UNICO negozio per comprarti un bonsai X scrive: sembri strano Alberto scrive: sei già un po' strano X scrive: ecco.... Alberto scrive: ecco
… Ed ecco come è terminato il mio sfogo. Conclusione: potrò mai smettere di rimproverare al luogo in cui sono nato tutti i danni che mi ha fatto? La sua pochezza, la sua inutilità, la sua mediocrità e, più in generale, la sua totale incapacità di accogliere chiunque si discosti un pochetto dalla sua asfissiante norma?
NO. Mai.
Arrivederci August 17 Bandiera bluQuest'anno niente bandiera blu a Catanzaro Lido. Come mai, mi domando? E' la più bella fogna a cielo aperto della Calabria! Evidentemente questa volta le manovre sottobanco per farle attribuire il prestigioso riconoscimento sono fallite. Mi domando quando verrà riconosciuta ufficialmente la bellezza della baia di Soverato, che ospita una delle più ricche popolazioni italiane di Hippocampus hippocampus.
Aspettiamo qualche raccomandazione per riuscire a fargliela avere... August 02 FerieVado ufficialmente in vacanza. Non mi assenterò del tutto, ma sarò molto meno presente sul blog e nelle vostre vite. Buon proseguimento, e ricordatevi che tutti dobbiamo morire, e potrebbe accadere domani!
Ciao e buone vacanze! July 27 Erudito aggiornamento
Chiedo perdono per la mia prolungata assenza, ma mi sono laureato e poi sono stato per 4 giorni in un luogo dimenticato da Dio e dagli uomini e senza computer. Ok, da martedì sono dottore in scienze biologiche. Bella giornata. L’esposizione della tesi è stata breve, e il caso ha voluto che abbia dovuto farla di fronte ad una commissione … diciamo … non particolarmente esperta di rRNA, quindi nessun ostacolo al 110 e lode. La sera stessa son partito per il corso di orientamento organizzato dalla Normale di Pisa. Ho passato delle giornate interessanti lì. La compagnia non era male, e ho avuto modo di imparare parecchio. Tralasciando un paio di lezioni di matematica superiore, assolutamente incomprensibili all’uomo comune, il resto si è mantenuto su livelli umani. In campo fisico ho trovato molto interessanti gli interventi di Mario Vietri, che ha trattato dei Gamma Ray Bursts, e quello di Luigi Rolandi, che ha esposto per sommi capi il funzionamento del nuovo collisionatore LHC del CERN, che, con la sua circonferenza di 27 Km, promette di essere uno strumento senza precedenti per lo studio della fisica delle particelle. In campo matematico sono riuscito a seguire solo l’intervento di Stefano Marmi, che ha parlato di dinamica non lineare e analisi delle serie temporali, con esempi di applicazioni alla fisiologia (indagine sulle patologie cardiache) e all’economia. Con un piccolo sforzo, sono riuscito anche a seguire qualcosa dell’intervento di Fulvio Ricci sulla serie di Fourier. Ma arriviamo al campo biologico, in cui tutti gli interventi sono stati tutti di ottimo livello. Arturo Falaschi ha parlato dell’utilizzo dell’AAV, Virus Adeno Associato, nella terapia genica, ma si è concentrato ancora di più sulla regolazione del processo di replicazione del DNA. Il suo gruppo ha individuato fra i fattori coinvolti nell’inizio della replicazione una proteina omeotica, Hox c13; questo ci va ad indicare un possibile punto di correlazione fra regolazione della replicazione e differenziamento dei segmenti corporei. Notevole. Alessandro Sale, invece, ha parlato di plasticità del sistema nervoso. Una sintesi del suo intero intervento qui è impossibile, ma il gruppo di ricerca in neurobiologia ha individuato una correlazione negativa fra plasticità dell’SNC e livelli di inibizione sinaptica. Dunque un farmaco come la fluoxetina (prozac), che agisce diminuendo i livelli di inibizione corticale, può avere l’interessante “effetto collaterale” di permettere un recupero della plasticità del sistema nervoso. Una ricerca in questo senso potrebbe in futuro permettere di guarire da numerose malattie neurodegenerative. Ovviamente ciò che si fa sui topi non sempre si può fare sugli uomini, ma presto la sperimentazione umana avrà inizio. Incrociamo le dita. Infine, l’intervento di Anna Cereseto, che ha parlato delle interazioni virus-cellula durante l’infezione da HIV. Il suo gruppo ha identificato una trasportina indispensabile per l’ingresso del virus nel nucleo. Inoltre, pare che l’integrazione fra cDNA e DNA genomico avvenga solo in zone trascrizionalmente attive, poiché l’integrasi virale necessità di essere acetilata su specifici residui di lisina da una Hyston Trans Acetylase (HAT), un enzima la cui attività è correlata all’eucromatina. Eravamo in 8 a seguire questa conferenza: un fisico che si stava addormentando, un’astronoma (idem), un chimico che ha fatto una domanda giusto per sembrare attento, e noi cinque biologi che la tempestavamo di domande. La ricercatrice si è detta sorpresa dall’aver trovato una platea così avanzata, che a suo dire le ha posto le stesse domande degli studiosi a cui hanno sottoposto il lavoro. Dal canto mio, ho proposto una possibile soluzione ad un loro problema sperimentale. Valida … tanto valida che l'avevano già provata XD. Ma resta in me una certa fierezza. Ho avuto anche modo di esporre la mia tesi davanti a Falaschi, che mi ha posto un paio di domande piuttosto semplici. Penso, tutto sommato, di aver fatto una buona figura. Adesso mi riposerò per un po’, e se ad agosto ne avrò voglia studierò un po’ di fisiologia e biologia molecolare per il test d’ingresso. E poi sarà quel che sarà. Ossequi … July 08 NovitàScoperto chi sarà il controrelatore. E' un ricercatore che si occupa di RNA regolativi, onestamente è la prima volta che lo sento nominare.
Speriamo sia buono. June 18 PrevisioniDiario di bordo. 17/06/08
Tentare al limite delle mie possibilità e contro ogni pronostico mi ha premiato, come spesso accaduto in passato. Come al solito, le mie previsioni sono state sbagliate... meglio così! Dovrei fare previsioni peggiori, la vita mi andrebbe meglio.
Probabilmente interromperò la serie di interventi sull'evoluzione umana. Con il trenta in saccoccia non ho più la spinta dell'esame a spronarmi, però potrei comunque divertirmici, chissà. E poi dovrò pur riempire questo blog con qualcosa che non siano autocommiserazioni o spippate filosofiche.
domani o al massimo giovedì consegno la tesi al prof per l'ultima revisione; speriamo di non doverla modificare ulteriormente. Mi hanno detto che in commissione ci sarà anche un controrelatore, e tutti me l'hanno buttata terribilmente dicendomi che sarà di sicuro LEI (tono da Gollum quando parla di Shelob). Pazienza, LEI mi ama, e al suo esame ho preso pure la lode. E' un po' pazza, ma credo che non resisterebbe al mio fascino nemmeno questa volta.
Gli esami però non sono ancora finiti. A fine mese l'ultimo, che sono sicuro andrà malissimo (non è vero, meno di ventisei non potrei prendere
Ma in questo periodo va così bene, nonostante tutto... mi piace credere che continuerà così, che avrò la promessa felicità, che forse tutta la mia vita finora sia stata solo una gestazione, il caos da cui sorgerà l'ordine perfetto. Pensare di essere protagonista di una favola a lieto fine, con un destino di grandezza e gioia già deciso, è di grande aiuto.
Sì, in questo momento mi sento speciale, destinato ad opere grandi. Presto cambierò idea; la fede non è cosa per me, che sia in Dio, o nel fato, o negli uomini. Tornerò in crisi prima o poi, convinto di essere un'inutile anomalia che sarebbe meglio cancellare. Dopotutto, anche questa è una parte di me.
Ma per ora mi godo il momento May 26 BleahBleah... 25... il mio nuovo voto più basso. Che schifo. Non che non me lo aspettassi... però è imbarazzante che abbia preso il mio voto più basso col professore con cui dovrò discutere la tesi. E va beh... April 15 Debolezze...Oggi sono un po' giù. Non sarebbe proprio il momento, visto che stasera ho il primo appuntamento col mio attuale spasimante, ma sono giù. Il perché vorrei fingere di non saperlo, perché rivelarlo vuol dire rivelare una mia debolezza; e io non posso avere debolezze, io devo essere perfetto per non essere schiacciato.
Sono incazzato, sono incazzato perché non ho ottenuto il massimo da quello stronzo. Ho messo nel mio messaggio per lui odio e meschinità quanto nemmeno pensavo di potermi cavare fuori dalle viscere, sono riuscito, per quei minuti in cui scrivevo, a provare l'ebrezza di essere completamente stronzo, di voler ferire ed uccidere. Una sensazione nuova per me; io sono un raffinato aguzzino, ma di solito mi adeguo agli strumenti che ho a disposizione, vinco le mie battaglie avvelenando il caffè dei nemici, o infilandogli uno spillo nel cuore, e lo faccio solo per difendermi. Ho vinto, ho vinto ANCHE in duello aperto, anche aggredendo io per primo, ma non avrei dovuto riportare ferite! Lui era un cactus, e nel trafiggerlo non avrei dovuto nemmeno pungermi. La mia spada forse non è ancora lunga e sottile quanto vorrei... ma c'è tempo per affinarla. Posso diventare molto migliore di così, e molto peggiore. Ho dato ogni affetto e sostegno ai miei amici, ho schicciato sotto il tallone tutti i nemici, finora. A volte sono stato ferito, dagli uni come dagli altri, ma sotto il mio mantello nessuno vedrà le cicatrici. Non mi arrenderò. troppo ancora deve essere fatto... e sulla mia strada si metterà sempre un nuovo scarafaggio da schiacciare.
Farewell, happy fields,
Where joy forever dwells! Hail, horrors! hail, Infernal World! and thou, profoundest Hell, Receive thy new possessor-one who brings A mind not to be changed by place or time. The mind is its own place, and in itself Can make a Heaven of Hell, a Hell of Heaven.
(Questo poema è un capolavoro) April 14 Bilancio di guerraBilancio del mio recente attacco:
Poteva andare meglio
Pro:
Ha dovuto ammettere di essersi comportato male.
Ho avuto io l'ultima parola, praticamente su tutto.
L'ho insultato come mai ho insultato qualcuno in vita mia. Molto liberatorio.
Contro:
Ha fatto egregiamente finta di non importarsene niente, il che è un buon punto per lui. O in fondo non gliene importava niente davvero, dopotutto non puoi offendere o ferire uno che ha la profondità di sentimenti di una pianta grassa.
Ma tutto sommato il bilancio è positivo. Avrei voluto smerdarlo meglio, ma pazienza. Almeno ho chiuso questo conto definitivamente, e mi sono pure divertito. Ora è tutto un gioco, vediamo chi si trova prima un altro ragazzo. Ho idea di essere io il favorito...
P.S. : Non lamentatevi, prima o poi torneremo ai fasti di una volta, con tutti quegli interventi pseudofilosofici che piacciono tanto. Nel frattempo lasciatei divertire April 12 I piatti serviti freddi sono sempre i più gustosi...Ieri sono stato al ristorante con un vecchio amico che non sentivo da un po'. C'era stato qualche screzio fra noi, così non ci eravamo visti per circa un mese. Poi , pensa te, l'ho ribeccato in un luogo che, come ho scoperto, frequentavamo entrambi! Curioso, eh? Appena l'ho visto, ho ricordato come ci siamo salutati: mi aveva offerto una cena al ristorante; avevamo cominciato bene, con un primo a base di ravioli alla zucca che aveva l'unico difetto di essere forse un po' troppo dolciastro, poi lui aveva preso una salsiccia calabrese (che aveva però lasciato dopo pochi bocconi in quanto già sazio), e io del tacchino accompagnato con delle erbe selvatiche dal sapore purtroppo molto amaro. Son passato sopra ai difetti della cena, ma mi son ripromesso, appena ne avessi avuto occasione, di ricambiare quel pasto. Così stavolta ho offerto io e ordinato per entrambi: per lui una serie di stuzzichini della casa (uguali a quelli che una volta mi aveva fatto assaggiare lui, e decisamente piccanti), per me un piatto servito freddo dal gusto indimenticabile. Il dessert poi era dolcissimo, ed è stato tutto mio; per una volta, non gliene ho dato nemmeno un cucchiaino. Lui ha ingoiato fino all'ultimo boccone, così concentrato sul pasto che non mi ha quasi rivolto la parola per tutta la cena. Il bello è che rimarrà dalle mie parti ancora per un po', e, poveretto, non ha quasi nessun amico, quindi credo che potremo ripetere l'esperienza ogni volta che avrò voglia di divertirmi, fino a quando il mio piatto preferito non mi sarà venuto a noia.
Ah, chi l'avrebbe detto che mi sarei divertito ancora con lui? |
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